L’ORIZZONTE TEORICO DI RIFERIMENTO

L'orizzonte teorico del progetto 1 - Pietre

Se mettete dieci fotografi diversi nello stesso punto preciso, davanti allo stesso identico panorama, ognuno di loro farà una foto diversa perché ognuno di loro viene da esperienze di vita diverse che forma il suo punto di vista. Non ci saranno mai due foto uguali (Sebastian Salgado).

La prospettiva teorica su cui si fonda il progetto “Spazio Mindfulness” è frutto della mia formazione, sia personale che professionale, e si propone di integrare due psicologie, una occidentale e una orientale: la Psicologia costruttivista e la Psicologia buddista. Ormai diversi anni che ho scoperto, con stupore e curiosità, l’estrema affinità epistemologica tra queste due psicologie e da allora, mi dedico con passione allo studio e all'approfondimento delle loro analogie, cercando di comprendere come integrarle in modo armonico, nella pratica psicoterapeutica.

L'orizzonte teorico del progetto 2 - PietreLa Psicologia costruttivista è il modello di psicologia e psicoterapia all'interno del quale mi sono formata come psicoterapeuta.
E’ un modello teorico sempre più diffuso nell'ambito della psicologia e della psicoterapia, che mette al centro del suo interesse il processo di conoscenza dell’essere umano, ovvero in che modo l’uomo conosce la realtà e entra in relazione con essa.

OGNI ESSERE UMANO E’ UNICO.
Ognuno di noi porta con sé
la propria versione personale
dell’esperienza di vivere.
Ognuno di noi guarda il mondo
dalla sua personale e unica angolazione.

L'orizzonte teorico del progetto 3 - AlberiLa Psicologia buddista è un sofisticato e raffinato sistema psicologico (il buddismo ha acquisito la forma di religione solo in un secondo momento) che ha anticipato di più di 2000 anni, la moderna psicologia occidentale e le scoperte dei più recenti studi delle neuroscienze sul cervello. Se incontrassimo Siddharta Gautama, detto il Budda, oggi, lo definiremmo un appassionato e geniale Psicologo-Psicoterapeuta che ha dedicato tutta la sua vita ad osservare la sua interiorità per comprenderne i meccanismi di funzionamento, individuare le cause della sofferenza mentale e definire il percorso per far fronte a questa sofferenza.

Il modello teorico di riferimento della moderna pratica della mindfulness, è il paradigma olistico (dal greco olos = tutto, intero) elaborato all'interno della Psicosomatica in Europa e della medicina comportamentale negli Stati Uniti, che ha assunto il principio di base della psicologia buddista, ovvero che l’essere umano è un’unità inscindibile di corpo, cuore, mente e spirito.

OGNI ESSERE UMANO E’ UN’UNITA’:
UNITA’ DI CORPO, CUORE, MENTE E SPIRITO.
QUESTE DIMENSIONI SONO STRETTAMENTE INTERCONNESSE
LE UNE ALLE ALTRE.
LA RETE DI INTERCONNESSIONI VA AL DI LA’ DELLA NOSTRA PSICHE INDIVIDUALE.
OGNI ESSERE UMANO FA PARTE DI UN TUTTO PIÙ AMPIO ALL'INTERNO DEL QUALE E’ INSERITO.

LA PSICOLOGIA COSTRUTTIVISTA
LA CONOSCENZA COME COSTRUZIONE INDIVIDUALE

Nella visione della psicologia costruttivista, il processo di conoscenza dei fenomeni da parte di una persona, non è un processo di rappresentazione oggettiva della realtà, perché non esiste una realtà “oggettiva” indipendente da colui che la osserva.
Il processo di conoscenza al contrario, è visto come un processo di costruzione individuale, ovvero di attribuzione di significato, della persona che conosce.
In altre parole, la realtà non è qualcosa che sta “fuori” di noi e che noi ci limitiamo a percepire, ma è creata dal nostro incontro con essa, ovvero mediata dalla nostra lettura, dalla nostra interpretazione.

L’essere umano nella prospettiva costruttivista, è considerato come un “sistema individuale di conoscenza”: proprio come uno scienziato costruisce teorie sul mondo naturale, ognuno di noi, nel corso della sua storia di vita, in base alle esperienze che incontra, costruisce la propria visione personale di sé stesso, del mondo e degli altri e questa conoscenza è la sua personale conoscenza del mondo, caratteristica e unica, che rappresenta la mappa che ci dà le indicazioni per orientarci nel mondo.
L’ambiente in quest’ottica, è un “luogo di esperienza”, che offre sollecitazioni, opportunità di costruire informazioni e conoscenze nuove o alternative, in un processo di continua e circolare ri-costruzione della propria conoscenza.

Per la psicologia costruttivista:
=> non esiste una realtà “giusta” e una “sbagliata”, ma esiste una realtà per ogni persona che conosce.
Ogni conoscenza personale quindi, è legittima quanto quella di qualsiasi altra persona e merita rispetto e accettazione.
=> non esiste il concetto di verità assoluta: esistono, al contrario, innumerevoli verità e innumerevoli punti di vista.
=> se la nostra conoscenza del mondo, di noi stessi e degli altri è frutto di un’interpretazione soggettiva, il cambiamento personale è possibile e passa attraverso un processo di re-interpretazione, di revisione delle teorie che mi guidano nella comprensione di me e del mondo.

LA PSICOLOGIA BUDDISTA
LA VISIONE OLISTICA DELL’ESSERE UMANO E DELLA VITA

Nella visione della conoscenza della Psicologia buddista la realtà è un insieme interattivo di processi, un flusso di fenomeni in divenire continuo, vuoto di una natura sostanziale: non esiste niente di solido, fisso e immutabile, ma tutto cambia continuamente.
Nessun fenomeno o condizione esiste di per sé: ogni fenomeno nasce quando si combinano alcune condizioni e scompare quando queste condizioni svaniscono. Nessuna cosa esiste di per se’, indipendentemente dalle relazioni che ha con tutto il resto.
L’essere umano però, vincolato dalle sue dimensioni di conoscenza, introduce un dualismo tra “soggetto che conosce” e “oggetto conosciuto”, creando la percezione di solidità dei fenomeni e la separazione tra essi. Si tratta di una costruzione personale dell’uomo che crea una sua versione della realtà. Budda diceva che noi siamo plasmati, creati e diretti dai nostri pensieri e dalle nostre emozioni.

La visione buddista della conoscenza ci invita a pensare in termini di totalità e interconnessione.
L’essere umano è considerato come una totalità di corpo-cuore-mente, senza distinzioni. A ciascun livello del nostro essere incontriamo una totalità che è a sua volta immersa in una totalità più ampia.
Secondo questa prospettiva, ogni dimensione è strettamente interdipendente dalle altre, ovvero queste dimensioni sono collegate tra loro da un’interazione costante: ogni dimensione influenza tutte le altre. Uno sviluppo armonico dell’essere umano quindi, richiede attenzione a tutte le dimensioni, senza scissioni.

Questa rete di interconnessioni, secondo la visione buddista, va al di là della nostra individualità: pur essendo ciascuno di noi, una totalità, apparteniamo anche ad una totalità più ampia: siamo collegati agli altri esseri umani, agli altri esseri viventi, agli elementi della Natura, al pianeta sul quale viviamo, la Terra, agli altri pianeti, all'Universo intero.
La visione buddista considera gli esseri umani interconnessi e interdipendenti dal Tutto, ovvero collegato al Tutto da un’interazione costante.

Gli sviluppi più moderni della medicina e della psicologia stanno riconoscendo questi principi di totalità e interconnessione.
La psicosomatica è un modello che si colloca a metà strada tra la medicina e la psicologia, in quanto indaga la relazione tra mente e corpo, ovvero tra la dimensione cognitivo/affettiva e il corpo. Il suo presupposto teorico è la considerazione dell'essere umano come inscindibile unità psicofisica. Questa visione implica che non possiamo più pensare alla salute e alla malattia come caratteristiche che appartengono separatamente al corpo o alla mente, perché corpo e mente sono strettamente interconnessi. Processi dinamici complessi come la salute e la malattia hanno bisogno di essere considerati facendo riferimenti al funzionamento dell’essere umano in tutte le sue dimensioni, anziché limitarsi all'analisi di singole parti o organi.
Uno degli indirizzi più promettenti della ricerca in psicosomatica negli ultimi trent'anni è la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), che ha l'obiettivo di chiarire le relazioni tra funzionamento psicologico, secrezione di neurotrasmettitori a livello cerebrale, ormoni da parte del sistema endocrino e funzionamento del sistema immunitario. La medicina e la psicologia oggi riconoscono sempre di più l’influenza sulla salute dello stile di vita di una persona, delle sue tendenze di pensiero e affettive, della sua rete di relazioni, dell’ambiente, fisico e sociale, in cui vive.

La scienza sta introducendo nuovi modelli di visione della vita (contributi rilevanti in questa direzione giungono dalle recenti acquisizioni della fisica quantistica) che tendono a mettere in evidenza l’interconnessione di materia ed energia, mente e corpo, universo e coscienza individuale.
Una teoria scientifica “L’ipotesi Gaia” propone di considerare tutto il nostro pianeta come un organismo vivente il cui equilibrio dipende da quello di tutti gli esseri viventi che lo abitano e dagli elementi che lo costituiscono. Questa visione reintroduce a livello scientifico, una visione essenzialmente condivisa da tutte le tradizioni culturali antiche.

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