LA MIA VISIONE DELLA PSICOTERAPIA

Orizzonte 2

Purtroppo oggi in Italia, esiste ancora un pregiudizio nei confronti dei percorsi di psicoterapia. Spesso si pensa che siano riservati alle persone “malate di mente”. Lo psicoterapeuta è spesso associato al medico, colui al quale ci si rivolge per ricevere indicazioni su come “guarire”.

Nella mia visione, chi intraprende un percorso di psicoterapia oggi, non solo non è malato, ma è tra le persone più sane della nostra umanità attuale, perché è una persona che decide di impegnarsi in un percorso di conoscenza di sé e di crescita personale per aumentare il suo benessere e accrescere le sue risorse per far fronte alle difficoltà e vivere una vita piena e appagante.

Nella mia visione, l’essenza della psicoterapia è la RELAZIONE. Tutto quello che accade nella stanza della terapia, avviene all’interno della relazione tra la Persona-Terapeuta e la Persona-Paziente. La relazione terapeutica si propone come spazio all’interno del quale sia la Persona Terapeuta che la Persona Paziente uniscono le loro risorse con l’obiettivo di esplorare il mondo interiore della Persona Paziente.

Quella terapeutica è una relazione che ha caratteristiche particolari e uniche, che la differenziano da tutte le altre relazioni (familiari, affettive, professionali), dato che le due persone coinvolte si incontrano all’interno di un contesto di regole ben definito (chiamato in termini professionali “setting”): queste regole riguardano il luogo fisico dell’incontro – che è sempre la stanza della terapia – la cadenza degli incontri e la loro durata.

Nella visione che mi corrisponde quindi, la psicoterapia non è un servizio in cui le persone si limitano a ricevere passivamente, aiuto e consigli da parte di qualcuno più esperto, ma al contrario, è intesa come uno spazio attivo di apprendimento, all’interno del quale, la Persona, è esperta del contenuto da esplorare e il Terapeuta, l’esperto del metodo.

La psicoterapia crea lo spazio all’interno del quale la Persona può fermarsi, fare una pausa, rallentare il ritmo e volgere lo sguardo al proprio mondo interiore, unico e caratteristico, popolato di sensazioni fisiche, emozioni e pensieri che danno un senso ai suoi movimenti nel mondo, insieme allo psicoterapeuta che lo accompagna. E’ attraverso le domande e le pratiche proposte dal Terapeuta, che la Persona impara a rivolgere la sua attenzione al suo mondo interiore.

Nella mia visione, sia teorica che pratica, della psicoterapia la pratica di mindfulness ha occupato un posto sempre più ampio. Sulla scia della mia esperienza personale e dei benefici che io stessa ho ricevuto dalla meditazione di consapevolezza infatti, ho cominciato a dedicarmi con passione allo studio e all’approfondimento delle possibili integrazioni tra psicoterapia e meditazione, esplorando la possibilità di integrare i principi e la pratica della mindfulness, nella sua prospettiva ortodossa originale, nel contesto della psicoterapia, per elaborare il mio personale modello di “psicoterapia costruttivista basata sulla consapevolezza”. Ho iniziato prima coltivando io in prima persona la meditazione mindfulness durante le sedute di psicoterapia (esperienza che ha profondamente arricchito il mio modo di stare in relazione con la persona con la quale lavoro) e solo in un secondo momento, ho cominciato a proporre la pratica mindfulness in modo esplicito ai miei pazienti nell’ambito della seduta. Attualmente, nell’ambito delle sedute, alterno momenti in cui propongo pratiche di mindfulness ai pazienti, a momenti di conversazione terapeutica. Questi due momenti si arricchiscono a vicenda in una spirale virtuosa. 

La pratica di consapevolezza infatti, esercitata con regolarità sia nell’ambito della seduta che della vita quotidiana, permette alla persona che sceglie di intraprendere un percorso di psicoterapia personale, di osservare momento dopo momento, proprio quali sono le sue abitudini – emotive, di pensiero, di azione, di relazione con gli altri – fornendo così un prezioso materiale “grezzo” su cui possiamo lavorare insieme attraverso la conversazione terapeutica, che è tesa a comprendere, spiegare, fare collegamenti, costruire significati.

Grazie alla straordinaria possibilità offerta dalla pratica di consapevolezza, la Persona che lavora su se stessa ha in questo modo, la possibilità, insieme alla mia guida, di dare un senso alle sue costellazioni di sensazioni-emozioni-pensieri, alle sue azioni, al modo in cui si mette in relazione con gli altri e in seguito all’elaborazione di questa conoscenza, può sperimentare modi nuovi per raggiungere i suoi obiettivi e muoversi nel mondo.

Sono grata di poter svolgere questa professione che non è soltanto un lavoro, ma la missione che la mia anima ha scelto in questa vita. La missione di essere di supporto a chi desidera diventare amico di se stesso e trovare il coraggio per vivere la propria vita in modo autentico, ovvero realizzando il proprio Bene, nel rispetto della propria verità.

Sono onorata di avere il privilegio di entrare nel mondo delle persone che scelgono di lavorare con me e di aprirmi le porte dei loro territori interiori, in cui posso sempre riconoscere la ricchezza e la bellezza degli esseri umani.

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