ORIGINI: LA MEDITAZIONE DI CONSAPEVOLEZZA BUDDISTA

La mindfulness è la “versione” moderna di un’antica pratica di meditazione, originariamente sviluppata dalle tradizioni buddiste asiatiche.
La pratica meditativa, secondo l’insegnamento del Budda, si inserisce in un quadro più ampio: meditazione, etica e saggezza sono tre fattori profondamente legati l’un l’altro, ognuno dei quali influenza in maniera positiva lo sviluppo degli altri due.

Letteralmente “meditazione” (bhavana o cittabhavana) significa:
coltivazione della mente, educazione della mente (Pensa, 2008).

Gli stili di meditazione sono tanti: ognuna delle principali tradizioni buddiste ha un’attività denominata “meditazione”. Il concetto di mindfulness è estrapolato dalla tecnica di meditazione in uso nel buddhismo Theravada, diffuso nell’Asia meridionale e sud-orientale.
Le conoscenze che Budda conquistò nella sua vita e che sono state ampiamente diffuse tramite i suoi insegnamenti, hanno con il tempo dimostrato di essere conoscenze universali, valide per ogni essere umano e per ogni mente umana, non solo per i buddisti.

LA DIFFUSIONE IN OCCIDENTE

La meditazione di consapevolezza è stata diffusa in Occidente dalla prima generazione di insegnanti occidentali, di alto livello, che si sono formati nella tradizione della meditazione Vipassana classica, con maestri orientali -Pema Chodron, Jon Kabat-Zinn, Sharon Salzberg, Joseph Goldstein, Jack Kornfield, Corrado Pensa.
E’ merito del Prof. Jon Kabat-Zinn, interessato fin da giovane alla pratica della meditazione Vipassana e Zen, se oggi la meditazione ha acquisito il riconoscimento scientifico e della ricerca in ambito sia medico che psicologico.
Kabat-Zinn infatti, è stato il pioniere dell’integrazione della pratica di consapevolezza buddista in un programma clinico. Alla fine degli anni ’70 infatti, sviluppò l’idea di strutturare un corso di pratiche di consapevolezza che potesse essere utilizzato nel contesto clinico, rivolto in particolare ai pazienti con dolore cronico. Nel 1979, con il sostegno del primario di Medicina Interna del Medical Center dell'Università di Worcester (Boston, Massachusetts), Kabat-Zinn ha fondato la prima Clinica per la riduzione dello stress, basata sull’applicazione di questo protocollo: insegnava ai suoi pazienti l’antica pratica della meditazione di consapevolezza introducendo degli adattamenti tesi a renderla fruibile a persone affette da malattie e disabilità gravi e croniche, che non avevano ottenuto miglioramenti con i trattamenti tradizionali, come lui stesso racconta nel suo libro Vivere momento per momento (1990).
Prende vita così, il PROTOCOLLO PER LA RIDUZIONE DELLO STRESS BASATO SULLA MINDFULNESS (Mindfulness-Based Stress Reduction, MBSR).

Originariamente sviluppato per la gestione del dolore cronico, il protocollo MBSR ha conosciuto nei suoi trentanni di vita, un’ampissima diffusione ed è stato applicato ad un’ampia gamma di condizioni cliniche (per una rassegna della letteratura, Bishop, 2002; Baer, 2003; Chiesa, 2011):
- alle patologie mediche (pazienti con dolore cronico; disturbi del sonno, cefalee, ipertensione, cardiopatie, malattie oncologiche, AIDS, psoriasi);
- alla psicopatologia (pazienti affetti da disturbo d’ansia generalizzato; disturbo d’ansia da attacchi di panico; fobia sociale; disturbi del comportamento alimentare);
- alla riduzione dello stress in gruppi non clinici.
In parallelo alla vastissima applicazione del programma sia negli Stati Uniti che in Europa, si è sviluppato altrettanto rapidamente, un vasto ambito di ricerche legato al protocollo MBSR e alle sue evidenze empiriche (Bishop, 2002; Baer, 2003; Chiesa, 2011).
Le discipline attualmente coinvolte nello studio e nelle potenziali applicazioni di questo protocollo sono, oltre la psicologia, le neuroscienze (studio delle basi neurali e degli effetti di training sostenuti di mindfulness), la medicina (applicazioni per la riduzione dello stress sia nei pazienti che negli staff medici), le scienze dell'educazione (applicazioni nelle scuole con alunni e insegnanti), le scienze sociali applicate (applicazioni in carceri e comunità socio-economicamente a rischio), le scienze delle organizzazioni (aziende e realtà professionali).