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CRICETI SULLA RUOTA

Ma quali sono le origini dell’insoddisfazione cronica che sentiamo e della trance di sfiducia nella quale viviamo? Secondo la visione del progetto le cause principali sono DISTRAZIONE e IGNORANZA. Provo a spiegarvi il senso attribuito a queste due parole, in questo contesto.

Noi esseri umani abbiamo la capacità di adattarci alle richieste dell’ambiente nel quale viviamo. Per adattarci alle richieste dello stile di vita di questi tempi difficili, abbiamo ampiamente utilizzato la capacità della nostra mente di prestare attenzione a più cose contemporaneamente: siamo diventati sempre più “multitasking” e il nostro ritmo fisiologico si è accelerato. Facciamo più cose nello stesso momento: mangiamo e inviamo e-mail, camminiamo e parliamo al telefono, facciamo qualcosa e programmiamo qualcos’altro.

Ma qual è il prezzo che paghiamo per questo adattamento?

1) SIAMO CONTINUAMENTE DISTRATTI DAL MOMENTO PRESENTE
Siamo così impegnati a “tirare avanti”, così immersi nel fare e nelle preoccupazioni, che viviamo per la maggior parte del tempo, distratti, ovvero non presenti a noi stessi e alle esperienze che incontriamo. Non ci soffermiamo su quello che accade, dentro e fuori di noi, nel momento in cui accade.
Vi è mai capitato di arrivare a destinazione dopo un tragitto in macchina e di non rendervi conto di come siete arrivati? Dov’era la vostra mente durante il tragitto? Questo è un classico esempio che rappresenta questa modalità di funzionamento della mente che sto descrivendo.
Kabat-Zinn, il medico americano ideatore della mindfulness, parla a questo proposito, di “pilota automatico” e dice: “Funzioniamo quasi sempre, con il pilota automatico inserito, meccanicamente, senza renderci pienamente conto di quello che stiamo facendo o vivendo”. Quando viviamo con il pilota automatico inserito, il nostro corpo e la nostra mente non sono allineati: magari il corpo è impegnato a mangiare un panino e la mente a pensare al prossimo impegno. “Non siamo in casa”, dice qualche maestro.

Ma se siamo per la maggior parte del tempo distratti dal momento presente, dove vaga la nostra attenzione?
Dentro ognuno di noi esiste un mondo in continuo mutamento: ogni essere umano è un sistema complesso formato da un CORPO, una MENTE e un CUORE. Nel corpo e nella mente di ognuno di noi, sensazioni fisiche, emozioni e pensieri si susseguono senza sosta, anche se per la maggior parte del tempo, non ne siamo consapevoli.
Di solito, però, le esperienze del nostro mondo interiore, per catturare la nostra attenzione, devono essere particolarmente intense. Pensiamoci: per accorgerci di provare sensazioni fisiche dobbiamo provare un dolore; per accorgerci dei nostri pensieri dobbiamo avere un pensiero che ci preoccupa; per accorgerci di provare emozioni, dobbiamo provarne una con una forte intensità, come quando ci capita di urlare con rabbia contro qualcuno. Ma sensazioni fisiche, emozioni, pensieri, non abitano dentro di noi solo quando sono intensi e non possiamo fare a meno di accorgercene, ma sono sempre presenti, costituiscono una “corrente sotterranea” che scorre. Mentre noi siamo immersi nel fare compulsivo, nella corsa senza sosta della vita quotidiana, la nostra attenzione è sedotta da questa corrente, come Ulisse dalle sirene. Saltella, continuamente, da un oggetto all’altro: ricordi, immagini, preoccupazioni, giudizi, fantasie, frammenti di cose viste, parole udite, progetti. Questa corrente ci trascina via dal momento presente, separandoci dal corpo che vive nel qui e ora, e ci proietta nel passato o nel futuro.
Se avete voglia potete fare subito un esperimento. Provate a rivolgere tutta la vostra attenzione a quello che si presenta, in questo preciso momento, nel vostro corpo e nella vostra mente: forse potete sentire un suono che giunge alle vostre orecchie, potete percepire un odore o l’appoggio delle vostre natiche sulla sedia. Potete anche riconoscere quali sono i pensieri che sta formulando la vostra mente, proprio adesso, uno dopo l’altro. Quando rivolgiamo intenzionalmente, la nostra attenzione a quello che accade intorno a noi e dentro di noi, in un preciso momento, accendiamo la luce sulla corrente che scorre.

2) SIAMO INESPERTI DEL NOSTRO MONDO INTERIORE
Il nostro stile di vita ci ha così consacrato al “fare”, che ci siamo dimenticati di noi stessi, di “colui che fa”. La nostra attenzione è rivolta per la maggior parte del tempo a ciò che succede fuori di noi, piuttosto che a quello che accade dentro di noi. Siamo così impegnati nel fare e imprigionati nella trance della sfiducia, che ignoriamo noi stessi e non dedichiamo attenzione al nostro mondo interiore. Non rivolgiamo a questo mondo la nostra attenzione e di conseguenza, non lo conosciamo.
Quando viviamo con il pilota automatico inserito, tendiamo continuamente, a giudicare se ciò che accade ci piace o non ci piace; valutiamo noi stessi e gli altri con un flusso continuo di aspettative, commenti, critiche -senza esserne pienamente consapevoli e, di conseguenza, tendiamo a RE-AGIRE in modo rigido e stereotipato di fronte agli eventi che ci accadono, o quando siamo in relazione con qualcuno. Spesso non siamo liberi di scegliere come agire.

A volte, sfugge persino a noi stessi perché ci comportiamo in un certo modo, anche se magari non ci fa stare bene. Mi è capitato di osservare genitori che in risposta al capriccio del figlio, gli hanno tirato uno sculaccione urlando in modo irruente, sull’onda di una reazione di rabbia e poi, subito dopo, lo hanno abbracciato e preso in collo, come se la reazione precedente fosse in qualche modo, sfuggita al loro controllo, come se non avessero avuto la possibilità di scegliere.
Ascolto sempre più spesso le persone usare l’espressione “E’ più forte di me”, per riferirsi a un qualche comportamento che non valutano come salutare per sé, ma che non riescono a fare a meno di mettere in atto, come fumare ad esempio. Sarà capitato anche a voi, di dire: “Basta, è l’ultima volta che …” e poi ritrovarvi a compiere quell’azione o formulare quel pensiero che non volevate ripetere.

A questo proposito, uno dei miei maestri, utilizza una metafora a cui sono affezionata: dice che viviamo come criceti sulla ruota, percorrendo momento dopo momento, giorno dopo giorno, la stessa strada. Ci troviamo a ripetere le stesse esperienze, a riprovare vissuti emotivi simili come se fossero mantra, a rimuginare sugli stessi pensieri, a convivere con le stesse ombre, ad agire spinti dalla corrente delle nostre abitudini. Proprio come i criceti, ci muoviamo su e giù da quell’unico sentiero conosciuto, con la sensazione di essere sempre uguali a noi stessi, impotenti, senza possibilità di cambiamento.

Ma le nostre azioni, non sono casuali e imprevedibili, anche se a volte ci appaiono proprio così! Al contrario, sono strettamente interdipendenti dal nostro mondo interiore, quel mondo popolato di sensazioni fisiche, emozioni e pensieri di cui siamo inesperti e con cui abbiamo scarsa dimestichezza. Le azioni che compiamo e le reazioni che abbiamo di fronte a ciò che ci accade, hanno sempre delle motivazioni che abitano nella nostra storia di vita e nella nostra visione, unica e speciale, di noi stessi, degli altri, del mondo.
Se rispondo male a mia madre e le riattacco il telefono, questa reazione esterna dipenderà senza dubbio da qualcosa che si agita dentro di me: dipenderà da certe sensazioni che sento nel corpo, dalle emozioni che sto provando, dai pensieri che attraversano la mente.
Quando viviamo con il pilota automatico inserito, non siamo in contatto con il nostro mondo interiore, anche se è proprio dentro a questo mondo che si trovano i significati delle nostre reazioni.

Continuamente distratti dall’esperienza del momento presente, rivolti verso il mondo esterno piuttosto che verso il nostro mondo interiore, viviamo come criceti sulla ruota. Distrazione e ignoranza limitano la nostra libertà.
Il rischio che corriamo è quello di sopravvivere invece che di vivere, fino ad “accorgerci in punto di morte di non aver mai vissuto”, come ci ricorda lo scrittore e filosofo Henry David Thoreau.

Il progetto Spazio Mindfulness si propine di trasmettere
MESSAGGI DI FIDUCIA:
NON E’ OBBLIGATORIO ESSERE SCONTENTI!
Possiamo riprendere in mano la nostra vita e,
sempre per citare Thoreau:
“Possiamo vivere con saggezza, con profondità e
succhiare tutto il midollo della vita”.

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